La Tromba della Divina Misericordia

Oratorio a quattro voci, con violini

Giovanni Battista Bassani

PRIMA REGISTRAZIONE MONDIALE

 

Un'anima: Anna Bessi (mezzosoprano)

Angelo Custode/La divina misericordia: Elena Carzaniga (Contralto)

Testo: Paolo Borgonovo (tenore)

Dio: Gianluca Buratto (basso)

 

Coro di anime/di Angeli: Ensemble Vocale Magnificat

 

Ensemble StilModerno

 

Musicmedia - CONCERTO 2044

Disponibile in commercio da ottobre 2009

 

Viene finalmente presentato al pubblico un oratorio di Giovanni Battista Bassani lodato dalla critica e dai musicologi lungo tutto il novecento ma, inspiegabilmente, mai pubblicato su disco.

Il recupero di questa partitura è il risultato di due anni di lavoro di ricerca musicologica svolti da Carlo Centemeri di Stilmoderno.

Questo lavoro discografico vede la presenza dell'Ensemble Magnificat in formazione corale, e la collaborazione con quattro importanti esponenti del mondo vocale barocco: Paolo Borgonovo, Anna Bessi, Elena Carzaniga e Gianluca Buratto. Il CD, inoltre, inaugura una serie di produzioni di StilModerno legate alla rivalutazione di Bassani.


L'opera

E' uno dei due oratori morali sopravvissuti di Bassani. Il manoscritto è attualmente conservato presso la biblioteca Estense di Modena.

Commissionato dall’Accademia della Morte di Ferrara nel 1676 (e replicata a Bologna nel 1682), che operava in seno all’omonima confraternita, ha come tema la pietà per le anime dei defunti.

Il libretto, opera del conte Giovanni Battista Rosselli, racconta la storia di due anime: la prima viene salvata per intercessione dei viventi, e l’altra è condannata a non poter uscire dal purgatorio, poiché per lei nessuno prega. Il coro d'anime, riguardo a ciò, ammonisce così gli astanti: "Chi niega pietà, pietà non trova".

A suffragio delle anime interviene la Divina Misericordia, che intercede presso Dio ("Se un cor sue colpe piange, tuo rigor alfin si frange, e il perdon negar non sa!") ed esorta i viventi ad offrire preci per i cari defunti ("Ciò che ad altri contendete, a voi pur si negherà!") .

Oltre a contenere materiale musicale fresco e moderno che la rende particolarmente godibile all'ascolto, questo Oratorio presenta un libretto particolarmente accattivante, che attinge metafore da Dante e San Paolo.

 

Giovanni Battista Bassani

(Padova, prima del 1647 - Bergamo, 1716)

“Come colorista, il Bassani non ha rivali”. Così scriveva Luigi Torchi nel suo “La musica instrumentale in Italia” all’inizio del novecento.

Nato a Padova verso la metà del XVII secolo, comincia la propria attività come organista a Ferrara, dove si trovava già nel 1667. Debutta nel campo dell’oratorio nel 1774 a Ferrara, dove, due anni dopo, comporrà “La tromba della Divina Misericordia”, che oggi è la sua partitura più antica sopravvissuta. Sei anni dopo, quando sarà nominato “Principe dei Filarmonici” di Bologna, farà eseguire nuovamente questo oratorio.

Tra i più rinomati compositori di oratori della sua epoca, ne darà alla luce dodici (di cui abbiamo notizia). Sopravvive la musica di solamente quattro di essi. Bassani si cimentò anche in campo operistico, ottenendo successi internazionali. Purtroppo le sue opere liriche sono andate interamente perdute.

Maestro di cappella delle principali istituzioni di Ferrara, venne nominato nel 1712 maestro di cappella a Santa Maria Maggiore, a Bergamo, dove rimase fino alla morte, nel 1716.